Pruneri Giorgia

Prendendo ad ispirazione queste parole di Sigmund Freud, intendo mostrare come la quotidianità sommerga l’identità ancestrale insita nel mondo. Così come ogni immagine che attraversa i nostri occhi determina la natura del nostro universo interiore, così ogni minuscola molecola del cosmo ha la sua storia e il suo destino. Nei momenti di dif coltà appaiono puntuali frasi che iniziano con “se avessi…” , tuttavia non ci sono altre possibili opzioni nel nostro passato, ogni scelta compiuta è determinata: nel tempo e nella sua forza di essere presa. Ogni giorno percorro la medesima strada per recarmi in accademia, le ripercussioni che quest’azione abitudinaria e monotona, al punto da non costituire più una scelta ma una consuetudine, portano ad ipotetiche, in nite possibilità. Questo principio è noto in sica come “indeterminazione di Heisenberg”, secondo cui il limite della conoscenza è la probabilità. La mia immagine mostra un raro ed improbabile istante in cui una signora, ignara di quanto stesse accadendo dietro l’angolo, traccia realtà che osservate da un altro punto di vista si esplicano in un diverso simbolo. Possiamo scoprire ironia, fortuna o estremo disappunto di fronte all’imprevedibile che si nasconde nella nostra quotidianità; se un imprevisto mi avesse impedito di essere spettatrice di questo momento? Se i protagonisti di quest’immagine avessero avuto altro da fare? Quali parole staresti tu leggendo?